Avellino, zona Cesarini “sofferta”: troppi gol subiti nel finale

Un quarto d’ora di sofferenza. Il pareggio beffa subito ieri con la Turris negli ultimi 15′ ha fatto emergere un dato significativo, che riguarda le reti subite dai lupi e che suona come un campanello d’allarme. La formazione di Braglia si è messa in luce sin qui come una delle migliori difese del torneo, subendo appena 4 reti, ma il dato statistico relativo ai minuti dei gol subiti evidenzia una particolarità che va analizzata.
Delle 4 reti subite dai biancoverdi, infatti, soltanto 1 – quella con la Casertana – è arrivata nel primo tempo, mentre le restanti 3 (75%) sono arrivate a cavallo tra il 75′ e il 90′ (recupero compreso). Già con il Foggia l’Avellino aveva rischiato grosso, permettendo a Vitale di riaprire i giochi, mentre ieri la doppia disattenzione è costata due punti. Ma da dove nasce questo trend? Come mai l’Avellino concede così tanto, in termini di percentuali, nei finali di gara?
Ciò che balza all’occhio è che i biancoverdi partono concentrati e ordinati ad ogni incontro, mantengono la rete inviolata con forza e decisione, ma nel finale calano. Si tratta probabilmente di una questione di attenzione, visto che le marcature subite sono scaturite da errori dovuti a cali di concentrazione. Concentrazione che viene meno anche per qualche difficoltà fisica, con i lupi che danno il meglio nella prima parte di gara.
Di sicuro le sofferenze patite in zona Cesarini cominciano ad essere un problema per la tenuta della squadra di Braglia, chiamata ora ad invertire il trend. Subire reti nel finale può risultare spesso decisivo: per restare in alto è necessario alzare il tiro e mantenere la concentrazione fino alla fine.
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